L'obesità infantile, quanto è pericolosa?

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) i bambini in eccesso ponderale nel mondo sono 44 milioni. L’impatto dell’obesità e le conseguenti ripercussioni dirette sulla salute sottolineano come sia prioritario e necessario contrastare tempestivamente tale fenomeno. L’obesità, come ogni patologia comporta degli effetti negativi più o meno gravi non solo sulle condizioni di vita di chi ne soffre, ma anche su quella dei familiari e, indirettamente sulla collettività. L’obesità produce i suoi effetti negativi a livello di autostima e sull’immagine che i bambini hanno di loro stessi. Affrontare il problema attraverso la semplice imposizione di una dieta alimentare si e 'dimostrata una scelta inefficace e controproducente. Per ottenere cambiamenti durevoli è utile un approccio di tipo comportamentale, inteso non già come perdita esclusiva di peso corporeo, piuttosto come adozione di comportamenti finalizzati al cambiamento degli stili di vita. E’ necessario che i bambini in sovrappeso si confrontino tra di loro, vivendo insieme un percorso rieducativo alimentare, fisico e psicologico e si confrontino in una attività fisica e di educazione alimentare che li porti a dimagrire e soprattutto a vivere una vita sana.

Rischio di diventare obeso da adulto

Il rischio relativo per un bambino obeso di diventare un adulto obeso aumenta con l'età ed è direttamente proporzionale alla gravità dell'eccesso ponderale. Fra i bambini obesi in età prescolare, dal 26 al 41% è obeso da adulto, e fra i bambini in età scolare tale percentuale sale al 69%. Nell'insieme, il rischio per i bambini obesi di divenirlo da adulti varia tra 2 e 6,5 volte rispetto ai bambini non obesi. La percentuale di rischio sale all' 83% per gli adolescenti obesi. L'avere uno o entrambi i genitori obesi è il fattore di rischio più importante per la comparsa dell'obesità in un bambino. Un altro aspetto recentemente studiato, collegato allo sviluppo di obesità infantile, è l'adiposity rebound . Nella popolazione generale in età pediatrica, dopo l'età di un anno, i valori di BMI diminuiscono per poi stabilizzarsi e riprendere ad aumentare mediamente solamente dopo l'età di 5-6 anni. L'età alla quale si raggiunge il valore minimo prima dell'aumento fisiologico del BMI si chiama adiposity rebound e mediamente corrisponde all'età appunto di 5-6 anni. Un incremento dei valori di BMI prima dei 5 anni (adiposity rebound precoce) viene riconosciuto come un indicatore precoce di rischio di sviluppo di obesità.

Cause dell'obesità infantile

Solo in pochi casi è possibile conoscere le cause dell'obesità: solo una piccola parte di pazienti presenta infatti una Obesità Secondaria le cui cause sono collegate a Malattie Endocrine e ad una serie di forme di obesità geneticamente trasmesse in associazione ad altre malattie ereditarie. La maggior parte è invece affetta da Obesità Essenziale, condizione molto eterogenea dal punto di vista ezio-patogenetico, metabolico e ambientale.

I possibili meccanismi eziopatogenetici di Obesità essenziale sono:
· Fattori organici
· Fattori psicologici
· Fattori socio-ambientali

L'obesità infantile in Italia

  • Bambini di 8-9 anni in sovrappeso e obesi per regione. OKkio alla SALUTE 2014
  • Il sistema di sorveglianza nazionale okkio alla salute, promosso e finanziato dal Ministero della Salute/CCM, coordinato dal Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità e condotto in collaborazione con tutte le regioni italiane e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dal 2007 costituisce una solida fonte di dati epidemiologici sugli stili di vita dei bambini della scuola primaria e rappresenta la risposta istituzionale italiana al bisogno conoscitivo del problema del sovrappeso e dell’obesità nella popolazione infantile. Lo sviluppo di sistemi di sorveglianza è alla base delle strategie italiane in materia di prevenzione e promozione della salute, quali il Programma Governativo “Guadagnare salute” e il Piano Nazionale della Prevenzione. L’Italia con i dati di OKkio alla SALUTE partecipa, inoltre, all’iniziativa della regione europea dell’OMS denominata COSI - Childhood Obesity Surveillance Initiative. OKkio alla SALUTE ad oggi vanta quattro rilevazioni (2008/9, 2010, 2012 e 2014), ognuna delle quali ha coinvolto oltre 40.000 bambini e genitori e 2.000 scuole. La metodologia standardizzata a livello nazionale garantisce la riproducibilità e la confrontabilità dei dati raccolti su: stato ponderale, abitudini alimentari, esercizio fisico e sedentarietà dei bambini della terza classe primaria e sul contesto scolastico e familiare. I questionari previsti sono quattro (bambini, genitori, insegnanti, dirigenti scolastici) e la rilevazione di peso e altezza dei bambini viene effettuata in classe da personale sanitario formato.

  • Trend sovrappeso e obesità, OKkio alla SALUTE
  • Nel 2014 hanno partecipato 2.672 classi, 48.426 bambini e 50.638 genitori, distribuiti in tutte le regioni italiane. La percentuale di genitori che ha rifiutato l’adesione dei propri figli all’indagine è del 3,3%, confermando l’elevato livello di partecipazione riscontrato anche nelle rilevazioni precedenti. I bambini in sovrappeso sono il 20,9% [IC95% 20,4-21,4] e i bambini obesi sono il 9,8% [IC95% 9,5-10,2], compresi i bambini severamente obesi che da soli sono il 2,2% [IC95% 2,1-2,4]. Si registrano prevalenze più alte nelle regioni del sud e del centro

    Bibliografia:

    -J.Rimm,A.Rimm: Association between iuvenile onset and severe adult obesity in women. Am.J.Public Health,1976;66:479-481
    -L.J.Hawk,C.D.Brook: Influence of body fatness in childhood on fatness in adult life. Br. Med. J. 1979 : 151
    -Report OKKIO alla salute dal 2010 al 2014 http://www.epicentro.iss.it/okkioallasalute/

    3488934567

    romeoa@nutrizionebio.it