A cura del Dr. Alessandro Romeo
Leggere le etichette per trovare gli zuccheri

Tutti sappiamo che biscotti, caramelle e bevande gassate contengono zucchero. Il vero problema emerge quando consumiamo quantità eccessive di zuccheri senza rendercene conto, perché l'industria alimentare li **"nasconde"** letteralmente all'interno di prodotti che consideriamo sani o perfino salati.

Attenzione ai travestimenti

Se guardando la lista degli ingredienti di uno yogurt alla frutta, un sugo pronto, dei cereali da colazione o del pane in cassetta non vedi la parola "zucchero", non cantare vittoria troppo presto. Ecco i nomi più comuni usati per nascondere gli zuccheri aggiunti:

Perché fa male? L'impatto sul metabolismo

Il consumo cronico di zuccheri liberi (free sugars) porta il nostro pancreas a secernere ondate massicce di insulina, creando resistenze ormonali e infiammazione.

Nota Scientifica: Forti evidenze epidemiologiche riportano che il metabolismo del fruttosio aggiunto (come quello presente nello sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio, molto usato dall'industria) ha un impatto organico specifico. Avvenendo quasi esclusivamente a livello epatico, un suo eccesso è direttamente associato alla NAFLD (steatosi epatica non alcolica o "fegato grasso") e a un significativo aumento del rischio di Diabete di Tipo 2 e malattie cardiovascolari (Fonte: "Dietary Sugars and Cardiometabolic Risk" - PubMed).

La regola pratica

L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda che gli zuccheri aggiunti non superino il 10% delle calorie giornaliere, con benefici maggiori se si resta sotto il 5% (circa 25g o 6 cucchiaini). Abituati a leggere la tabella nutrizionale dietro le confezioni alla voce "Carboidrati... di cui zuccheri" per avere un'idea chiara di ciò che compri.

Fai la spesa in modo consapevole

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