Si può ottenere una stima accurata del metabolismo basale considerando la composizione corporea dell'individuo. La massa grassa è rilevabile attraverso diverse tecniche, tra le quali la plicometria e soprattutto la **Bioimpedenza (BIA)**.
Avendo a disposizione tale dato ed il peso corporeo complessivo, si può facilmente risalire alla **massa magra (FFM)** e al metabolismo basale del soggetto (MB). Ricordiamo che la massa magra è il tessuto metabolicamente attivo che determina quanto calorie bruciamo a riposo.
"Ingrasso perché il mio metabolismo è basso!"
Questa è la più frequente delle scuse. In realtà, escludendo disfunzioni ormonali, a parità di sesso e di massa muscolare, le variazioni individuali del metabolismo sono limitate. Le persone in **sovrappeso** tendono sì ad avere un metabolismo più lento, ma tale condizione è spesso una conseguenza della sedentarietà, non la causa primaria.
Il calo fisiologico legato all'età è dovuto soprattutto alla progressiva riduzione delle masse muscolari. Mantenendosi attivi con una costante **attività fisica** e seguendo una dieta equilibrata, è possibile contrastare efficacemente questo declino metabolico.
Il ruolo della dieta
Una **dieta** troppo rigida diminuisce il metabolismo basale. Il nostro corpo è programmato per resistere ai periodi di carestia: quando riceve troppo poche calorie, entra in modalità "risparmio energetico", abbassa il MB e cerca di immagazzinare ogni caloria sotto forma di grasso.
Per uscire da questo circolo vizioso, la soluzione è innalzare il fabbisogno calorico quotidiano attraverso il movimento, rendendo il percorso alimentare più sopportabile e mantenendo il "motore" del corpo sempre acceso.